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Surroga mutuo e tasso fisso: perché ora conviene
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Surroga mutuo e tasso fisso: perché ora conviene

Una casa con delle monete

Dopo il cambio dei tassi di interesse da parte della Bce, ecco alcune opzioni che meritano di essere valutate. Surroga mutuo e tasso fisso, cosa sapere.

Il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea riporta l’attenzione sul costo dei mutui e sulle strategie che possono adottare i titolari di un finanziamento. Il Consiglio Direttivo ha aumentato di 25 punti base i principali tassi di riferimento, portando quello sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. È il secondo intervento restrittivo della Bce nel 2026.

Alla base della decisione ci sono le pressioni inflazionistiche legate allo scenario internazionale e all’aumento dei prezzi dell’energia. Ad agosto, l’inflazione nell’area euro ha raggiunto il 3,3%, il valore più alto degli ultimi tre anni. Le nuove condizioni monetarie si riflettono anche sui mutui: il tasso medio dei finanziamenti a tasso variabile è salito al 3,05%, mentre quello fisso ha superato il 3,4%. Il divario tra le due formule si è così ridotto a circa 41 punti base. Sul fisso incidono anche i rendimenti dei Bund tedeschi, che contribuiscono a orientare gli indici IRS.

Rateizzazione mutuo
Rateizzazione mutuo

Surroga del mutuo: perché valutarla

In questo contesto torna a essere valutata la surroga del mutuo, cioè il trasferimento del finanziamento presso un’altra banca, mantenendo invariati il debito residuo e la garanzia ipotecaria. L’operazione non comporta costi di istruttoria, perizia o penali, che vengono sostenuti dalla banca subentrante. Può interessare chi ha sottoscritto anni fa un mutuo oggi poco competitivo, ma anche chi ha scelto il variabile e vuole limitare l’esposizione alle future oscillazioni dei tassi.

La surroga può inoltre consentire, quando le condizioni lo permettono, di passare dal variabile al fisso. In questo caso la rata resta invariata per tutta la durata residua, mentre chi mantiene il variabile continua a essere esposto all’andamento dell’indice di riferimento.

I dettagli sulla scelta del tasso fisso

Una simulazione realizzata da Credipass per Il Sole 24 Ore mostra l’impatto delle diverse condizioni. Per un mutuo da 130mila euro, della durata di 25 anni e con ammortamento alla francese, l’esborso complessivo ipotizzato passa dai 187.765 euro di una stipula a febbraio ai 196.865 euro di ottobre, con una differenza di 9.100 euro.

Per la componente fissa, il tasso medio considerato sale dal 2,982% al 3,49%, mentre la rata passa da circa 615 a 650 euro. Il rimborso complessivo aumenta da 184.577 a 195.034 euro. Sul variabile, invece, il tasso ipotizzato cresce dal 2,58% al 3,24%, con una rata che passa da 589 a 632 euro.

Prima di valutare una surroga, resta quindi fondamentale confrontare le offerte disponibili. Oltre al tasso nominale, occorre considerare il TAEG, che tiene conto dei principali costi collegati al finanziamento. Il confronto può aiutare a capire se il trasferimento consenta di ridurre il costo complessivo del mutuo oppure di rendere più prevedibile la rata attraverso il passaggio al tasso fisso

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ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2026 16:29

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